La Nostra Chiesa: Restauri e Storia Sacra a Strud

Ritorno alle origini: la Madonna veglia su Strud dal suo trono rinascimentale

Emeroteca Salentina
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Supplemento Speciale sui Lavori del 1984 e la Statua della Madonna

Il documento è un numero unico della parrocchia di Santa Maria ad Nives in Strud, supplemento al bollettino “Struda in Controluce”. Pubblicato per celebrare i restauri del prospetto esterno della chiesa e il posizionamento della statua della Madonna sulla facciata principale, i lavori sono stati completati nell’ottobre 1984 con fondi dei fedeli.

Storia della Chiesa

La chiesa di Strud risale probabilmente alla fine del ‘500, come indicato da documenti del 1604 e dalla visita pastorale di Mons. Luigi Pappacoda nel 1641, che descriveva quattro altari laterali dedicati alla B.V. della Neve, ai Sette Dolori, al Rosario e a Costantinopoli. Originariamente piccola con due navate e tetto di canne, subì restauri significativi: nel 1667 il parroco D. Sante Carrozzo rifaceva il tetto; nel 1685 ampliamenti per il crescente popolazione, con nuovo altare maggiore e coro ligneo.

Nel corso dei secoli, interventi continuarono: intorno al 1710-1724 costruzione della cappelletta della Madonna; nel 1823 D. Vito Leonardo Calò aggiungeva contrafforti e volta leccese; nel 1933-1936 ampliamento da D. Giuseppe De Masi con nuova abside e affreschi. Ulteriori lavori nel ‘900 inclusero rifacimenti nel 1959 per danni bellici e nel 1970 per l’altare secondo i nuovi canoni liturgici.

Restauri Recenti del 1984

I restauri del prospetto, diretti dall’architetto Riccardo Carrozzini e eseguiti dall’impresa Stomeo Donato da Martano, iniziarono il 28 settembre 1984 e terminarono il 17 ottobre, finanziati dalle offerte parrocchiali. Punto culminante fu l’installazione della statua della Protettrice in una nuova nicchia nella facciata, dopo vicissitudini dal 1981: idea suggerita da Renato Antonucci, realizzata dall’Impresa Piconese di Melendugno il 9 ottobre.

L’inaugurazione avvenne con Rev.mo Don Donato Negro, vicario della Diocesi; foto di Antonio Sciolti, Luigi Ranfino e Antonio Fasiello documentano l’evento.

Contenuti e Testimonianze

Il bollettino include riflessioni devozionali, come quella di Velio Sciolti: “Adesso che ti vediamo lass, ci sembri più vicina, Madre celeste. Più vicina alle nostre preghiere”. Poesie in dialetto salentino di Salvatore Conte e Vito Sciolti celebrano la nicchia; una citazione di Paolo VI sul culto mariano enfatizza l’aspetto cristologico.

Sezioni elencano interventi passati (1976-1984), come impianto elettrico, Via Crucis e campane, e promuovono eventi natalizi per la fame in Etiopia.

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