Gennaio 1992 – Battaglia contro criminalità e incentivi per l’innovazione artigiana
Il documento è il primo numero (Numero 1) del mensile “L’Impresa Salentina”, edito dalla CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle piccole imprese della provincia di Lecce, datato gennaio 1992.
Si tratta di una pubblicazione gratuita per iscritti CNA, autorità e opinion maker, con iscrizione al Registro della Stampa del Tribunale di Lecce n. 544 del 31/12/1991, diretta da Luigi Pedone e responsabile Roberto Guido.
Introduzione Editoriale
Renato Minafra, Presidente del Collegio dei Ragionieri Commercialisti, apre con un editoriale sulle sfide economiche per le imprese, enfatizzando la necessità di regole trasparenti in un contesto di crisi e debito pubblico crescente.
Le regole debbono avere valenza univoca, incidere stabilmente su tutti i destinatari
Renato Minafra
Descrive un sistema economico perverso alterato da prevaricazioni e sfiducia politica, auspicando una progettualità sana per affrontare il 1992 europeo.

Manifestazione Antimafia
Il numero celebra la manifestazione del 5 dicembre 1991 a Lecce contro la criminalità organizzata, con migliaia di partecipanti (artigiani, commercianti, studenti) sotto lo slogan “Per vivere e lavorare liberi”.
Riporta resoconti dettagliati da “Quotidiano”, discorsi di leader come Luigi Pedone (CNA: “Da oggi abbiamo meno paura”) e Giuseppe Aresta (Confesercenti), evidenziando il monito alle istituzioni post-tentata strage sul treno Lecce-Stoccarda.
Critiche alla Camera di Commercio
Apre un dibattito sul funzionamento della Camera di Commercio di Lecce, con quesiti su corsi di formazione e gestione, rimasti senza risposte adeguate nonostante lettere CNA.
Luigi Pedone (CNA) propone collaborazione banche-CNA contro riciclaggio, fondo di rotazione e banca dati per denunce anonime su estorsioni.
La mafia ha fallito nel tentativo di costringerci a vivere nella paura
Luigi Pedone
Convegno Sistema Bancario
Riferisce la giornata di studio del 13 dicembre 1991 su “Sistema bancario salentino tra sostegno allo sviluppo e economia illegale”, con interventi di Francesco Abbati, Giuseppe Carusillo, Giulio Tamborrino Frisari e magistrati.

Un’etica per la politica contemporanea
Nel numero si affronta anche la crisi della politica moderna (anni ’90), segnata dal crollo delle ideologie tradizionali e dal venir meno di valori morali condivisi, con riflessioni riguardanti la delusione giovanile e il bisogno di una politica etica fondata su valori solidi e culturali. Vengono evidenziate le difficoltà della Sinistra e della Destra italiane nel rispondere ai bisogni reali, suggerendo un ritorno a principi ideali per superare l’anti-politica e la disaffezione della società.
