Cantachiaro : Cultura, Satira e Comunità: uno Spaccato di Veglie negli Anni Settanta

L’Unione Veglie Arte (U.V.A.), storie di paese, cronaca e creatività in una pubblicazione del 1973

Emeroteca Salentina
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L’Unione Veglie Arte (U.V.A.), storie di paese, cronaca e creatività in una pubblicazione del 1973

Il genio è un lungo tirocinio di perseveranza

Giuseppe Verdi

Introduzione e contesto storico

Il documento esaminato è un periodico intitolato “Cantachiaro”, rivista satirica e politica diretta da Antonio Catamo, pubblicata il 22 aprile 1973 in occasione della Domenica di Pasqua. Il valore di questa pubblicazione risiede non solo nei contenuti ironici apprezzabili per una comunità locale, ma anche nella sua testimonianza viva della fervente vita associativa, artistica e popolare di Veglie, piccolo centro pugliese.

Nasce l’U.V.A.: arte e partecipazione

In design, rhythm is created by simply repeating elements in predictable patterns. This repetition is a natural thing that occurs everywhere in our world. As people, we are driven everyday by predictable, timed events.

All’interno del numero trova ampio spazio la nascita dell’U.V.A. (Unione Veglie Arte), un cenacolo artistico paesano fondato per valorizzare le espressioni creative di ciascun cittadino, senza gerarchie ma all’insegna della collaborazione e della crescita personale e collettiva. “Decisa dalla libera volontà degli aderenti ed allo scopo di lanciare e valorizzare maggiormente le espressioni artistiche di ognuno ed intendendo l’arte come educazione artistica, frutto personale di buona volontà e come prodotto individuale in tutte le sue espressioni, tendenze o stili, è sorta l’Unione Veglie Arte U.V.A. Un cenacolo paesano che accoglie fraternamente tutti gli uomini di cultura del nostro centro”.

Arte e artisti locali

UX and UI: Two terms that are often used interchangeably, but actually mean very different things. So what exactly is the difference?

“Il segreto per riuscire nella vita è il coraggio di perseverare nello sforzo

Massimo Vignelli

Vengono celebrati artisti paesani come Peppino Cirillo (“Le sue tele rievocano la scena dove si svolge il dramma dei contadini del Sud… le sue opere sono una denuncia e una speranza, nel concreto di un’arte spontanea e commossa”), e si annunciano prossime esposizioni, tra cui quella dello scultore Celeste De Gabriele nel maggio successivo.

Chi è “l’uomo di cultura” oggi?

Il fascino per una cultura non elitaria, aperta, “rinnovata”, attraversa le pagine: il confronto con i cenacoli del Rinascimento serve a stimolare una riflessione su come, in tempi moderni, l’agire culturale debba inserirsi nel reale e non rinchiudersi nella pura erudizione astratta. Il direttore denuncia, con ironia e pungente realismo, le derive del “caporalismo” locale e l’importanza della collaborazione piuttosto che della rivalità paesana: “Nell’U.V.A. tutto ciò non accade perché ci consideriamo fraternamente alla pari”.​

Sport e socialità

Non manca la cronaca spiccia ma sentita degli eventi sportivi come il campionato di calcio locale, vero collante per la comunità, che consente di “tirare le somme” sulle prospettive future e celebrare i giovani locali distintisi sul campo, tra cui Spagnolo, Prassanito, Leone e altri.

Vita di paese: narrazione, satira, cronaca

Il giornale alterna così vari registri: dalla satira politica, ai racconti di vita quotidiana, ai bozzetti umoristici come “Il sabato del mercato”, ricco di osservazioni sociali, fino alle cronache sportive locali, palcoscenico delle passioni e delle dinamiche del paese. Una delle storie più colorite, ad esempio, narra le vicende tragicomiche di Comare Peppa al mercato o la storia del “Massaro di Carolupo”, ambientata tra conventi, gelosie e momenti grotteschi.

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