Un giornale che celebra autonomia, festa e
partecipazione popolare nel cuore del Salento
Introduzione: Un Giornale per la Comunità
“Struda in Controluce” rappresenta un esperimento editoriale unico nel panorama della
piccola editoria italiana degli anni Settanta. Pubblicato il 4 agosto 1978 a cura del Comitato
Festa ’78, questo giornale racchiude la volontà e le motivazioni dei cittadini di Struda, una
piccola comunità del Salento pugliese. L’obiettivo dichiarato è chiaro fin dalla
presentazione: essere “una palestra per i giovani e per gli adulti, nata dalla collaborazione
ed affetto sportivo in onore della Protettrice”[1].
Il giornale nasce con l’intento di promuovere il protagonismo diretto degli abitanti,
restituendo dignità alla partecipazione attiva e al tessuto sociale locale. Si propone di
restaurare e rinnovare tradizioni e patrimonio culturale, evitando il vuoto perbenista e la
superficialità degli eventi di massa[1].

Le Feste Patronali: Tra Tradizione e Rinnovamento
L’articolo centrale “Queste nostre feste” pone interrogativi fondamentali sulla natura delle
celebrazioni comunitarie: “Abolirle… Conservarle… Cambiarle… COME?”[1]. Il dibattito ruota
attorno alla Festa di Cristo Ritorto e alla celebrazione del Signore Dio Nro, eventi centrali
nell’identità culturale di Struda.
La posizione del giornale è netta: le feste devono essere comunitarie, non ridotte a eventi
ecclesiastici o liturgici sterili. Come si legge nel testo: “la festa cristiana è essenzialmente
COMUNITARIA: nasce dalla Comunità ed è per tutta la Comunità. Essa ha perciò favorito
l’incontro, il dialogo, la gioia di tutti”[1].
L’articolo sottolinea la necessità che queste celebrazioni mantengano il loro carattere
popolare, coinvolgendo emarginati, poveri, bisognosi, ammalati, artigiani e fanciulli,
evitando che il servizio religioso e generoso diventi privilegio di pochi[1].
Autonomia: La Parola Chiave
Abbiamo Chiesto a… Abbiamo Chiesto a…
Un’intera pagina è dedicata al concetto di autonomia, tema centrale dell’identità locale. Il
titolo provocatorio recita: “Un giornale tutto nostro deve parlare delle cose nostre. Una
cosa nostra che ci fa essere più noi stessi è la sospirata AUTONOMIA”[1].
Il giornale raccoglie le risposte di numerosi cittadini di Struda sul significato
dell’autonomia. Emergono testimonianze che collegano l’autonomia comunale alla
gestione diretta dei servizi essenziali: dall’acquedotto all’illuminazione pubblica, dalla
manutenzione stradale alla scuola materna[1].
Benito Carofigli (capogruppo DC di Consiglio Comunale) sottolinea che “L’Autonomia di
Struda è iniziato con la conquista del Comune”[1], evidenziando il percorso di
emancipazione amministrativa dalla frazione a comune indipendente.
Conclusione: Un Documento Storico
“Struda in Controluce” del 4 agosto 1978 rappresenta molto più di un semplice bollettino
parrocchiale o foglio informativo. È un documento che cristallizza le aspirazioni, le
contraddizioni e l’identità di una comunità del Mezzogiorno italiano negli anni della
grande trasformazione sociale post-boom economico.
Il giornale testimonia la tensione tra conservazione delle tradizioni e necessità di
rinnovamento, tra identità locale e pressioni della modernizzazione, tra partecipazione
comunitaria e individualismo emergente. La richiesta di autonomia amministrativa si
intreccia con quella di autonomia culturale, in una rivendicazione di dignità che attraversa
tutte le pagine.
