Salento Nord, 30 giugno 1982

Un paese che discute, si divide, costruisce e sogna il proprio futuro tra Campi, Salice e Guagnano.

Emeroteca Salentina
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Salento Nord: politica, sviluppo e memoria di una comunità in trasformazione

Introduzione

Dibattiti tra DC, PSI e PCI, battaglie per il Mezzogiorno, crescita economica e tradizioni popolari nel numero di giugno 1982 del mensile “Salento Nord”.

La cornice: un mensile che vuole “studiare, riflettere e poi giudicare”

“Salento Nord” è un mensile d’informazione che nel giugno 1982 si presenta come laboratorio di idee e specchio fedele delle tensioni politiche e sociali del territorio compreso tra Campi Salentina, Salice Salentino e Guagnano. Diretto da Pompilio Toscano, con Ilio Palmariggi redattore capo, il giornale rivendica il ruolo di veicolo di cultura, superando i confini del “periodico locale” per farsi luogo di confronto sul futuro del Salento e del Mezzogiorno. La testata reca in prima pagina “Anno 1 – n. 4 – Campi Sal., 30 giugno 1982”, a indicare l’ambizione di una nuova voce appena nata ma già fortemente radicata nel dibattito politico e civile.

Politica e Mezzogiorno: la “svolta storica” della DC e il “vento socialista”

Una parte centrale del giornale è dedicata all’analisi degli equilibri nazionali, letti dalla prospettiva salentina. Leonardo Ciannamea definisce il recente congresso nazionale della Democrazia Cristiana una “svolta storica” interna ed esterna, segnata dall’aggregazione in tre grandi aree che travalicano le correnti tradizionali e dalla ricerca di una nuova capacità di proposta politica. L’elezione di Ciriaco De Mita alla segreteria è interpretata come rilancio del ruolo della DC e come promessa di un impegno “rinnovato e più intenso nel Mezzogiorno”, assumendo il Sud come problema cardine dell’azione di governo.

Parallelamente, dalle interviste emerge il tema del “vento socialista”: Giuseppe Schiavone, dirigente PSI, sottolinea come il partito si sia liberato da complessi d’inferiorità verso DC e PCI e rivendica Bettino Craxi e la sua squadra come motore di un rinnovamento capace di trasformare l’Italia in una “vera democrazia industrialmente avanzata”. L’idea di politica come “progettualità” ritorna spesso: non mera lotta per il potere, ma costruzione paziente di alternative, gestione comunitaria della cosa pubblica, superamento di personalismi e rivalità di paese.

Campi Salentina: bilanci, infrastrutture e tensioni democratiche

Il giornale dedica ampio spazio alla vita amministrativa di Campi, dove il bilancio di previsione 1982 è descritto dall’assessore Cosimo Tolomeo come “un bilancio serio, fatto di scelte coraggiose”. La nuova legge finanziaria (decreto 786/1981, convertito nella legge 51/1982) segna la fine del pareggio garantito dallo Stato e costringe i comuni a coniugare ristrettezze di trasferimenti con una maggiore capacità impositiva locale. Campi risponde scegliendo di privilegiare istruzione e cultura (circa il 35% delle spese correnti), interventi urbanistici e sociali, sport e lotta alla droga, con l’idea che lo sviluppo passi tanto dalle infrastrutture quanto dalla qualità del tessuto sociale.

Sul fronte degli investimenti, spiccano oltre sei miliardi e mezzo per la rete fognaria, 270 milioni per il restauro di un palazzo cinquecentesco da destinare a museo civico e biblioteca, fondi per il completamento del campo sportivo e di altri impianti, nuovi tratti di pubblica illuminazione, progetti per strade feudali finanziate anche con fondi CEE. Viene definito “coraggioso” un mutuo a tasso corrente di 820 milioni per la zona artigianale di via Lecce, a segnalare una volontà di scommettere sulla crescita produttiva locale.

Accanto ai numeri, emergono le contraddizioni democratiche: le commissioni consiliari, istituite come apertura alla partecipazione di tutte le forze politiche, vengono descritte da Schiavone prima come “strumenti utili” e poi come organi paralizzati, privi di materiali, al punto da indurlo a dichiararsi “sostanzialmente dimissionario” dalla presidenza. L’opposizione socialista, comunista e socialdemocratica si allontana dall’aula durante l’esame del bilancio, denunciando la consegna tardiva dei documenti e rivendicando la necessità di costruire il bilancio insieme a partiti, sindacati, associazioni e quartieri.

Salice Salentino: fiere, polemiche e “paese delle meraviglie”

A Salice, il giornale intreccia storia e politica partendo dalla “305ª Fiera Madonna della Visitazione”, la cui tradizione è ricondotta alle cronache seicentesche di P. B. da Lama e alla figura di Gabriele Agostino Enriquez. Franco Grasso ricorda un passato in cui la fiera richiamava mercanti da tutta la provincia, dalla Calabria e da porti come Otranto e Brindisi, sottolineando come oggi la manifestazione rischi di ridursi a “normalissimo mercato stagionale”, incapace di tenere il passo con i tempi e con le trasformazioni del sistema produttivo.

Sul piano politico, le interviste a esponenti DC e MSI-DN insistono sulle inadempienze della giunta di sinistra (PSI–PCI–PSDI), accusata di non aver risolto problemi storici come rete fognante, agricoltura, urbanistica, ampliamento della Cantina Sociale e ridefinizione del centro raccolta delle barbabietole. Vengono contestati l’uso delle commissioni consiliari come semplice “alibi” dell’operato di giunta e il mancato coinvolgimento delle opposizioni nell’organizzazione della Fiera, gestita – si denuncia – da un comitato formato solo da PSI, PCI e PSDI. Il tono, spesso ironico, parla di bilanci “burocratici, vuoti di contenuti” e di un divario tra pompose dichiarazioni e risultati effettivi.

Guagnano: accuse ai comunisti e difesa di un “paese reale”

La politica deve essere recuperata come progettualità.”

Nelle pagine su Guagnano emerge un confronto acceso tra amministrazione democristiana e Partito Comunista. Un lungo intervento replica duramente agli articoli comunisti che descrivevano il paese come “paese delle meraviglie” o “paese mai esistito”, dominato da piccolo affarismo, perbenismo e clientelismo. L’autore accusa i comunisti di “giocare a fare i furbi”, di atteggiarsi a profeti depositari della verità e di dipingere una comunità che non riconosce, rivendicando invece un elenco dettagliato di opere realizzate o in corso: rete fognaria nera e pluviale, progetti di sistemazione di strade interne ed esterne, elettrificazione rurale, ampliamento e manutenzione straordinaria di scuole, realizzazione dell’asilo nido, progetti per il campo sportivo e per impianti sportivi aggiuntivi.

L’articolo difende la scelta di parlare di “edilizia spontanea” più che di abusivismo, leggendo il fenomeno anche come risposta a ritardi normativi e alla pressione abitativa. Viene poi raccontata l’“Estate Guagnanese”, nata per valorizzare il commercio dell’uva da tavola “Cardinal”, con toni autocritici ma decisi nel rivendicare proposte culturali come la rassegna cinematografica intercomunale e iniziative sportive, contro l’idea che il paese sia culturalmente fermo. Il filo conduttore è un appello a superare il “vittimismo trionfalistico” e a praticare una collaborazione “bilaterale e umile”, riconoscendo che nessuna forza politica possiede da sola il monopolio della verità.

Economia locale: cantina sociale, artigianato e il ruolo di Quarta

Il tessuto produttivo è un altro asse tematico importante del giornale. A Campi, l’intervista ad Angelo Borelli e il resoconto sull’inaugurazione del suo ampliato opificio di infissi in alluminio e ferro nella zona industriale di via Falchi diventano esempio di imprenditoria locale che contribuisce a fare di Campi un “centro all’avanguardia tra i comuni limitrofi”. Il successo dell’azienda è letto come prova che il paese possiede “risorse naturali per progredire” e che la crescita di ogni attività privata rappresenta un traguardo per l’intera comunità.

Grande spazio è dedicato anche alla Cantina Campiense, con dati precisi: 938 soci, 129.100 quintali di uva conferita nell’annata 1981–82, una produzione di circa 98.090 ettolitri di vino (in larga parte rosso) e un incremento atteso della liquidazione ai soci rispetto all’anno precedente. Il consiglio di amministrazione ha richiesto un finanziamento per ampliamento e ristrutturazione, segno di una struttura che si percepisce come “una delle più importanti del Salento” e che ambisce a rafforzare la propria capacità di trasformazione e valorizzazione del prodotto vitivinicolo.

Sul versante politico-economico, spicca l’intervista al presidente della Regione Puglia, Nicola Quarta, che durante una visita a Campi elogia la crescita delle infrastrutture e del sistema produttivo, affermando che “Comune e privati sembrano fare a gara per portare avanti un discorso di crescita complessiva della comunità campiense”. Quarta rivendica il ruolo della DC come partito di maggioranza, sottolinea la necessità di rapporti leali con il PSI e le altre forze regionali e promette di restare “sempre vicino” ai suoi concittadini, pur accennando alla possibilità di non rimanere “presidente a vita”.


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